jail career day 2026

Jail Career Day 2026: connessioni concrete tra inclusione e lavoro

Creare connessioni tra il mondo del carcere e quello del lavoro, trasformando situazioni di fragilità in opportunità reali: è questo lo spirito del Jail Career Day.
L’edizione 2026, organizzata nell’ambito del progetto Jail To Job, sostenuto da Fondazione San Zeno, si è svolto il 22 aprile negli spazi di Scalo 5B – Lisca Bianca a Palermo

La giornata ha visto la partecipazione attiva di realtà del terzo settore, aziende, istituzioni e persone in esecuzione penale, tutte impegnate nella costruzione di percorsi concreti di reinserimento socio-professionale. Sono stati circa 200 i colloqui realizzati, con il coinvolgimento di una sessantina di imprese e 54 candidati inseriti in programmi di inclusione lavorativa.

L’evento, organizzato dalla nostra cooperativa Rigenerazioni Onlus è l’apice di un percorso, quello di Jail To Job, portato avanti insieme alle cooperative L’Arcolaio e Lazzarelle, mette in relazione sistema penitenziario, servizi territoriali e tessuto produttivo.

Tra i partner del progetto Jail To Job, al secondo anno dall’avvio delle attività, Ance Palermo, Confesercenti e Legacoop. L’iniziativa mira a coinvolgere oltre 500 persone in percorsi strutturati verso l’occupazione, grazie a un modello che mette in relazione sistema penitenziario, servizi territoriali e tessuto produttivo

«Jail to Job nasce da un’esperienza concreta, costruita negli anni a partire da luoghi spesso considerati solo di sospensione – dichiara Rita Ruffoli Noi li abbiamo sempre considerati anche luoghi di vita, dove è possibile iniziare a immaginare il dopo. Il lavoro è uno strumento fondamentale, ma da solo non basta: ciò che fa la differenza è la relazione, la continuità, il fatto di esserci prima, durante e dopo».

Oltre a favorire l’incontro tra domanda e offerta, il Jail Career Day si conferma anche uno spazio di approfondimento sugli strumenti disponibili — inclusi quelli fiscali — per l’inserimento lavorativo di persone in esecuzione penale. Un’occasione per promuovere una cultura dell’inclusione più consapevole e rafforzare un modello di collaborazione capace di generare impatto sociale.

Responsabilità collettiva e nuove prospettive al centro degli interventi. 

«Questo evento nasce con l’intento di costruire una nuova narrazione attorno al carcere: una visione che ponga al centro la Responsabilità Collettiva, fondata da imprese virtuose, istituzioni presenti e attente e da un terzo settore capace di affrontare limiti e complessità senza arretrare. Una comunità che sappia accogliere le persone autrici di reato che dimostrano competenze e capacità, offrendo loro finalmente la concreta possibilità di accedere pienamente ai diritti fondamentali di cittadinanza» – racconta Nadia Lodato.

Le storie che danno senso al cambiamento. Tra le testimonianze emerse durante la giornata, quella di Mirko racconta in modo diretto il valore del lavoro come leva di rinascita:

«Ho sempre fatto il cuoco, ho fatto l’alberghiero e sono stato in giro per l’Europa – racconta Mirko, che oggi lavora da Lido cucina costiera – dopo i miei sbagli, mi sono ritrovato coinvolto nel progetto Jail to job, con la voglia di reinserirmi nel mondo del lavoro, ci siamo trovati subito con chi ha pensato e gestisce questo progetto. Lido è una delle scommesse più grandi che i ragazzi dell’Eco Museo del Mare hanno voluto fare, ci affidiamo solo a fornitori locali e percorriamo strade non battute da altri. Ho pensato e sognato questo posto, il menù e di fare imprenditoria insieme a loro. Il lavoro per me è dignità umana».

Un messaggio che trova riscontro anche nelle parole delle istituzioni: «Quelli come quello di oggi sono momenti in cui ci fanno pensare alla persona a tutto tondo, senza spezzettare la vita – dice Gabriella Di Franco, Ufficio Interdistrettuale di Esecuzione Penale Esterna – è anche un momento di opportunità, per riprogettare di riprendere la propria vita e andare avanti. Quando questi momenti sono con il terzo settore e le istituzioni, il momento diventa fondamentale. La formazione, un lavoro, sono cose che servono nella società. Oggi sono state messe insieme tutte le parti e soprattutto i datori di lavoro, sono loro la parte fondamentale, che possono dare concreta speranza alle persone».

Il Jail Career Day si consolida così come un modello virtuoso di collaborazione tra attori diversi, capace di trasformare il dialogo in opportunità concrete e di costruire percorsi autentici di inclusione lavorativa, fondati su un principio chiave: la Responsabilità collettiva come leva di cambiamento sociale.


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